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venerdì 9 aprile 2010

Apparizioni

PNSibillini-prato Amo portare Piri al parchetto perchè così può in qualche modo interagire con gli altri bimbi e io farmi due chiacchere con altre mamme. Ieri siamo andate con la nonna Manutella (che questa settimana era in ferie) a quello vicino a casa mia, ci sono meno giochi ma c’è un bel prato. Verso le 16 e 30 è affollatissimo. Vediamo facce conosciute, qualche arrampicata, qualche intrufolatina nei tubi, una scivolata giù per lo scivolo, quattro passetti sui sassi con annesso, capitombolo-lancio dei sassi- rivestimento, stile ciambella con gli zuccherini, sopra il cappellino. Decidiamo di spostarci verso il prato per sederci un pò quando ho una visione, non era la Madonna, no, d’accordo il sole picchiava parecchio, ma mi sembrava di essere sul set di quelle pubblicità dell’impossibile: vedo una mamma letteralmente perfetta, con figlio perfetto, seduti su un plaid altrettanto perfetto sorridere perfettamente in estatica sintonia, ah e aggiungo che il prato era fiorito al punto giusto.  Esagerata direte voi, vi giuro!!! Allora la mamma Top model, capelli perfetti biondo meraviglia,  occhi azzurrissimi, pancia più piatta e tonica di una 20enne, look casual al punto giusto. Bimbo top model  9 mesenne altrettanto biondo con occhi azzurri pacioccone e roseo, placidamente seduto vicino alla mamma e altri due figli un maschietto e una femminuccia sempre biondi con gli occhi azzurri, sui 7,8 anni, che giocavano tranquillamente nei paraggi.  Sapete quando rimanete incantate/imbambolate? Ecco ho avuto questa reazione, una reazione di ammirazione direi!!! Come tornare alla realtà? Facile basta che tua mamma ti dica: “Guardati te, dopo un anno sembri ancora incinta, e come ti conci? Sembra che c’hai 16 anni!!!”

Grazie mamma tu si che riesci a spronarmi!!

mercoledì 24 febbraio 2010

Le gang del parco

Si alza la nebbia,  un timido sole fa capolino.Mamma Jooju in piena crisi motoria dopo due giorni chiusi in casa esulta. Prendo la GHETTO MOBILE (una graziosa Alfa146  gentilmente offerta da nonno A.,  ammaccata ovunque, che sta in piedi grazie alle ragnatele del mito di Palazzo giallo, Spiderus.) carico la Piri infottata quanto un b-boy 15enne all’ascolto di Guess who’s back  di Rakim e partiamo,  direzione il parchetto del mio vecchio quartiere. Trovandosi in un quartiere popolare e  multietnico,  il parco, è frequentato anche da  mamme e bambini da ogni parte del globo.

Arriviamo, parcheggiamo, entriamo.

Scena:  ala est le arabe intovagliate, ala ovest le est europee,  nel mezzo il limbo di chi non appartiene a nessuna delle due etnie.  Proviamo ad entrare in territorio arabo dove ci sono le altalene per nani piccoli. Sto li un pochino a spingere la Piri, arriva un bambino di circa due anni che ci saluta. Saluto, qualche parolina di circostanza “come ti chiami, quanti anni hai, bla bla“  stile interrogatorio. Arriva sua mamma lo porta via di peso, senza dire una parola. Io e Piri ci scambiamo uno sguardo interdetto.  Ci spostiamo verso il tappeto elastico per nani e la faccio un pò saltare.  Non essendo nel pieno della mia forma fisica, ho le braccia distrutte come aver girato per 3 ore la polenta, penso sia il caso di sederci un pò. Ci sono tre panchine disposte ad arco nell’ala est, due occupate e una libera.  Si alza quella che ha portato via di peso il figlio e occupa quella libera. E vabbè, anzi no, vai a cagare, penso.

Ci dirigiamo allora alle panchine del lato ovest, meno affollate. Due chiacchere con una mamma della Moldavia, con  bimba di un anno e mezzo, che mi scambia per la baby sitter di Piri.  E rivabbè sempre meglio che la scena di prima. Lei deve andare, noi stiamo li a prendere un pò di sole.  Arrivano delle signore d’età avanzata sempre dell’est che parlano fitto e non ci capisco una fava. Vabbè tris, una ci rivolge un sorriso e in un italiano alquanto stentato ci fa le classiche domandine che si fanno quando si vede una bambina piccola. Poi mi chiede se sono la baby sitter, sospiro, dopotutto mi sono seduta io nell’ala ovest. La domanda era pur lecita. La Piri si inizia ad inalberare e decido di andare nel limbo dove ci sono altre altalene per piccolissimi. Li incontriamo una signora dalla Nigeria che ho conosciuto in ospedale perchè  ha partorito lo stesso mio giorno una bimba. Chiacchieriamo del più e del meno e le nane chiacchierano pure loro insieme in Lallese.

Che scene trovate ai vostri parchetti? Fate fatica a socializzare con altre mamme?

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